Gabriella Sorrentino | Amore neutro
In soli due giorni metti una svista, o un dispetto, ed è subito viral.
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Amore neutro

In soli due giorni metti una svista, o un dispetto, ed è subito viral. È quello che sta succedendo in queste ore sui social intorno alla campagna Real Time: il claim recita “Vi auguriamo un’amore che è tutto un programma”.

Niente di male, se la frase fosse solo recitata. Ma leggendola l’effetto è tutt’altro che simpatico. Un apostrofo di troppo, insomma.

Svista o forzatura?

Che l’errore sia stato una svista oppure una cosa voluta non è cosa chiara: infatti, il giorno dopo, fioriscono sul web diverse smentite, quasi a farci credere che la cosa fosse voluta.

real time amore campagna san valentino La smentita, dopo le innumerevoli critiche ricevute sui social e in diversi articoli web, arriva prontamente con un video, dove la motivazione di questa scelta linguistica è riconducibile ad una voglia di riscatto del genere della parola amore, attualmente rappresentata in italiano dal genere maschile. Addirittura fiorisce una petizione all’Accademia della Crusca per istituire un nuovo genere:

In tutto il mondo l’amore assume mille forme diverse e non si cura dell’età, delle convinzioni religiose, del colore della pelle, del genere o dell’orientamento sessuale. I pregiudizi e la discriminazione iniziano dal linguaggio, dalle parole. Per combatterli dobbiamo partire dalla lingua, perché sono le parole che influenzano il nostro modo di pensare.

In italiano la parola “amore” è di genere maschile.
Chiediamo all’Accademia della Crusca di poter scrivere la parola amore sia al maschile sia al femminile. Un amore universale, che certifichi in ogni momento la legittimità dell’amore, di ogni genere di amore.

In tal modo vogliamo istituire il genere neutro per la parola amore. Anche se il genere neutro nella nostra lingua non esiste.

Real Time
#PerOgniGeneredAmore”

L’amore non è mai un errore: una toppa a colori.

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Comunicazione in caso di crisi

Ora, sebbene io non condivida per niente la petizione lanciata da Real Time -e non perché io appartenga alla corrente degli intellettuali radical chic all’ultimo grido, devo riconoscere che la strategia messa in atto per salvare la faccia dopo un errore del genere non è per niente male. È quella che in gergo chiamiamo crisis management: la gestione dell’errore, in questo caso specifico, di comunicazione. Senza dubbio per un errore del genere il copywriter non fa proprio una bella figura -ma qui mi piacerebbe sollevare l’annosa questione degli infiniti contratti a stage a scapito dell’assunzione di persone più competenti e preparate, che costano di più. In ogni caso, la gestione della crisi non è affatto semplice: trovare un modo creativo per non dire «scusate, abbiamo sbagliato» non è semplice e soprattutto farlo in così poco tempo richiede grande coraggio e assunzione di responsabilità.

Il video

Real Time il giorno dopo le polemiche lancia un video che racconta il motivo per cui quello del giorno prima non era un errore:

Si può fare?

A me sembra assurdo nascondere dietro uno scherzo o una strategia uno scivolone così grande; non tutto si può giustificare e ci sono delle regole, come ad esempio quelle grammaticali, che non è bello che vengano infrante. Il punto è che le variazioni linguistiche sono frequenti e la lingua non è così rigida come può sembrare. La lingua però non evolve con delle petizioni, ma con meccanismi dovuti all’utilizzo che i parlanti ne fanno: man mano le parole acquistano o perdono significato in base a come quotidianamente vengono usate. Quindi, tutti possono usare la lingua un po’ come vogliono, ma per avere dei cambiamenti reali c’è bisogno che sia la collettività a riconoscere e accettare la nuova proposta, in maniera più o meno implicita.

Come suggerisce il mio prof. di linguistica e grammatica italiana:

«Si può scrivere accelerare con due elle?»

«Certo: accellerare. Appena fatto.»