Gabriella Sorrentino | Il design non è per i designers
In IBM nessuno è un vero e proprio designer, ma il team lavora in sinergia per arrivare ad una soluzione che sia per chi usa i prodotti semplice e ottimale.
design, progettazione
1706
post-template-default,single,single-post,postid-1706,single-format-standard,cookies-not-set,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode_grid_1300,side_area_uncovered_from_content,qode-theme-ver-10.1.1,wpb-js-composer js-comp-ver-4.12,vc_responsive
ibm design

Il design non è per i designers

In IBM nessuno è un vero e proprio designer, ma il team lavora in sinergia per arrivare ad una soluzione che sia per chi usa i prodotti semplice e ottimale.

Todd Simmons, vice presidente di brand experience e design presso IBM

sette«Cito sempre la frase “Se non fai nulla non succederà nulla”, che è veramente pertinente nel mondo del design. Progettare vuol dire prendere decisioni che hanno a che fare con il condurre le organizzazioni ad avere a che fare con il tuo delicato e forte talento. Il design è un modo non solo di fare le cose, ma d’altra parte succede che si facciano cose. Il progetto è completo solo quando ciò che si voleva è raggiunto. Questo è la ricompensa stessa.

«Il principio che maggiormente mi guida, ha a che fare con una citazione di Buckminster Fuller: ‘Quando sto lavorando su un problema, non penso mai alla bellezza, ma quando ho finito, se la soluzione non è bella, so che c’è qualcosa di sbagliato’.

todd simmons

«In IBM, il design è ovunque. Ma è veramente difficile trovare un designer. Penso che la disciplina della progettazione e l’etichetta del design si siano troppo assottigliate. Vedo un futuro in cui se tutti hanno accesso ai dati e ognuno è in grado di progettare, e ogni ricerca nel settore del design dà la stessa risposta, allora qual è la differenza nelle cose che facciamo?

«L’analogia che uso: se guardi ad ogni oggetto di design – industrial design, progettazione architettonica, sonora, design grafico, design del prodotto e interiore design- puoi nominare le cose con i nomi delle persone che le hanno disegnate. C’è una differenza tra una sedia Eames e una sedia Saarinen. Questo è perché è fatta da due persone diverse. Io sto cercando di capire cos’è la personalizzazione per un’organizzazione e se è appplicabile ai prodotti. Non mi viene in mente un solo software che abbia il nome di una persona. Credo che il design è un po’ distribuito. Se le cose che dico sono vere, noi avremmo disegnato la stessa berlina 4 porte nel 1993 della Toyota. E questo non è quello che ha reso grande il design. Spero nel rinascimento di disegnatori di talento e di carattere.

«È una reazione d’impulso al pensiero progettuale. Il progettare può portarti lontano. Non è per i designers, non per chi non è designer, ma non ti fa arrivare alla fine».

Leggi anche gli altri post relativi agli otto consigli per un buon design:

Il buon design è invisibile e ovvio

Ignora le mode

Rifiuta la mediocrità 

Progetta per emozionare 

Dichiara il tuo scopo in maniera onesta ed esplicita  

Gli utenti sono persone, non statistiche 

Progetta per la grande idea