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Come ogni anno, il 21 febbraio anche quest’anno si celebra la «Giornata nazionale del Braille», istituita dalla legge n. 126/2007, quale momento di sensibilizzazione dell’opinione pubblica nei confronti delle persone non vedenti e ipovedenti.

Questa giornata cade in concomitanza con la Giornata mondiale della difesa dell’identità linguistica promossa dall’UNESCO (l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura). Il codice Braille non è una vera e propria lingua, ma piuttosto un sistema di segni utile a tradurre in informazione tattile l’alfabeto, le lettere, le parole e le frasi che poi compongono un testo scritto. Questo codice ha rappresentato, sin dalla sua prima diffusione, un metodo inclusivo per molte persone cieche, cui prima era negata la possibilità di lettura e di scrittura.

Il Museo Eidos è stato progettato con l’obiettivo del massimo grado di inclusione possibile: tra le altre cose (video in LIS, qr-code che rimandano a contenuti accessibili) le schede che guidano l’esplorazione tattile sono infatti trascritte oltre che in carattere ingrandito, anche in codice Braille. Il codice Braille è importante perché permette a chi lo utilizza di fruire di contenuti ma anche di produrne di propri.

Non vi resta che venire, dunque, a leggere le nostre schede Braille e, naturalmente, a toccare le nostre opere!

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Un’immagine di scena duramte lo spettacolo “King is dead” al teatro Diana di Nocera Inferiore (SA). Sullo sfondo, la scenografia è composta da un pannello di boiserie bianca dove sono scritte a caratteri cubitali, in nero, le parole “King is dead”.
[TEATRO] “Il medico dei maiali”, regia e testo di Davide Sacco. Cast: Luca Bizzarri, Francesco Montanari, David Sebasti e Mauro Marino.
Questa immagine ritrae Valerio Mastandrea in una scena dello spettacolo“Migliore” di Mattia Torre. La scena è priva di scenografia, è tutto buio, Mastandrea è vestito con un completo formale nero e indossa la cravatta. Solo la camicia è bianca, a evidenziare il suo viso e le sue mani. Un cono di luce lo illumina, facendolo spiccare ancora di più. L’impressione è che emerga dallo sfondo.
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Nella mitologia classica, la metamorfosi è il linguaggio degli dei. Nei versi di Ovidio, il cambiamento di forma è un atto sacro, un passaggio che rivela la verità profonda degli esseri umani.
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