Skip to content
Orione n. 34 ”Dialoghi”. Omaggio a Liliana Segre, illustrazione di Bruna Pallante
Comunicato: precisazioni su Orione n.34, ”Dialoghi”

Cari lettori,

una precisazione è doverosa circa il numero sui dialoghi che riporta in seconda di copertina la stella di David e in quarta di copertina parte di essa. 

In questo momento di grande confusione geopolitica abbiamo già ricevuto, a pochi giorni dalla diffusione, le prime critiche da parte dei nostri detrattori preferiti. 


Come giustamente mi fa notare Porfidio Monda, componente della redazione di Orione e del CdA della Fondazione Sinapsi (mio maestro e guida nella lettura sociologica delle narrazioni contemporanee), “non bisogna confondere i popoli con i governi”, che è un concetto fondamentale della teoria politica — ed è questa la linea di pensiero che intendo adottare come risposta.

Chi leggerà questo numero di Orione, dal tema ”Dialoghi”, avrà un motivo in più per essere critico nell’approccio alla conoscenza. Il personaggio di copertina, Liliana Segre, per la sua esperienza di vita e in quanto presidente della “Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza” presso il Senato della Repubblica, ci sembra un simbolo molto forte — IL simbolo — di quello che vuole essere il nostro messaggio di pace, apertura, confronto, crescita e tutela della diversità, che i miei autori hanno affrontato con grande sapienza in questo numero di Orione. Liliana Segre (lo ricordiamo) è testimone vivente della Shoah, voce infaticabile contro l’oblio e l’indifferenza.

Laddove manca la conoscenza approfondita della Storia, c’è il rischio di soppiantare il ragionamento intellettuale con la strumentalizzazione scarna e tendenziosa di un simbolo grafico.

Con il solito augurio, che è quello di usare la parola come strumento consapevole di costruzione di sensi e significati, nella cura delle relazioni e nel sostegno dei valori di giustizia e solidarietà che come sempre, da sempre e per sempre porteremo avanti. 

Buona lettura!

Cordialmente,
Gabriella Sorrentino,
designer della comunicazione e direttore responsabile di Orione

PER APPROFONDIRE

Altro da leggere

Questa immagine ritrae Valerio Mastandrea in una scena dello spettacolo“Migliore” di Mattia Torre. La scena è priva di scenografia, è tutto buio, Mastandrea è vestito con un completo formale nero e indossa la cravatta. Solo la camicia è bianca, a evidenziare il suo viso e le sue mani. Un cono di luce lo illumina, facendolo spiccare ancora di più. L’impressione è che emerga dallo sfondo.
È Valerio Mastandrea a narrare magistralmente in un monologo la storia di Alfredo, ironica, cinica e terribile, sul testo di Mattia Torre per il teatro, diretto da Paolo Sorrentino per la tv.
Nella mitologia classica, la metamorfosi è il linguaggio degli dei. Nei versi di Ovidio, il cambiamento di forma è un atto sacro, un passaggio che rivela la verità profonda degli esseri umani.
Cover del numero 34 di Orione, Omaggio a Liliana Segre. Illustrazione di Bruna Pallante di Motive.ink
Abbiamo pensato di dedicare questo numero di Orione al tema del dialogo grazie all’incontro (non fortuito, ma fortemente desiderato) con Riccardo Mazzeo e Nina Saarinen, che nel corso del tempo sono diventati, me lo concedano, cari amici.
Skip to content