Skip to content
Abbiamo pensato di dedicare questo numero di Orione al tema del dialogo grazie all’incontro (non fortuito, ma fortemente desiderato) con Riccardo Mazzeo e Nina Saarinen, che nel corso del tempo sono diventati, me lo concedano, cari amici.

Riccardo, per la sua storia con Bauman, di cui ha portato in Italia il pensiero con il suo lavoro di editor e traduttore. Nina, che si occupa dell’approccio dialogico come modello nei contesti organizzativi e non solo. Insieme hanno scritto un volume preziosissimo, che nei mesi scorsi abbiamo presentato a Cava de’ Tirreni: Dialogo cinema e letteratura (Pensa Multimedia, 2023). Dialogo cinema e letteratura è un botta e risposta tra gli autori, sotto forma di epistole, in cui chi scrive ferma pensieri e riflessioni, utilizzando come spunto la narrazione letteraria e cinematografica. «Ci vuole una grande umanità per alimentare un dialogo con le persone e nelle situazioni in cui la voce si è spenta o può manifestarsi soltanto come un grido», esordisce Riccardo sin dalle prime pagine. «La legge della parola,» risponde Nina qualche pagina dopo, «[…] quando si pone al servizio della vita pulsante, eterogenea, generativa, quando frantuma l’armatura di chi per difendersi vorrebbe sentirsi autosufficiente, apre al mistero della relazione e permette a linguaggi diversi di incontrarsi in forme sempre nuove».

PER APPROFONDIRE


QUESTO ARTICOLO È STATO PUBBLICATO SU ORIONE N. 34, “DIALOGHI”, NELLA SEZIONE EDITORIALE — MAGGIO-AGOSTO 2025

Per leggere tutti i numeri di Orione, clicca qui.

L’articolo è disponibile anche qui.

Altro da leggere

Un’immagine di scena duramte lo spettacolo “King is dead” al teatro Diana di Nocera Inferiore (SA). Sullo sfondo, la scenografia è composta da un pannello di boiserie bianca dove sono scritte a caratteri cubitali, in nero, le parole “King is dead”.
[TEATRO] “Il medico dei maiali”, regia e testo di Davide Sacco. Cast: Luca Bizzarri, Francesco Montanari, David Sebasti e Mauro Marino.
Questa immagine ritrae Valerio Mastandrea in una scena dello spettacolo“Migliore” di Mattia Torre. La scena è priva di scenografia, è tutto buio, Mastandrea è vestito con un completo formale nero e indossa la cravatta. Solo la camicia è bianca, a evidenziare il suo viso e le sue mani. Un cono di luce lo illumina, facendolo spiccare ancora di più. L’impressione è che emerga dallo sfondo.
È Valerio Mastandrea a narrare magistralmente in un monologo la storia di Alfredo, ironica, cinica e terribile, sul testo di Mattia Torre per il teatro, diretto da Paolo Sorrentino per la tv.
Nella mitologia classica, la metamorfosi è il linguaggio degli dei. Nei versi di Ovidio, il cambiamento di forma è un atto sacro, un passaggio che rivela la verità profonda degli esseri umani.
Skip to content