Riccardo, per la sua storia con Bauman, di cui ha portato in Italia il pensiero con il suo lavoro di editor e traduttore. Nina, che si occupa dell’approccio dialogico come modello nei contesti organizzativi e non solo. Insieme hanno scritto un volume preziosissimo, che nei mesi scorsi abbiamo presentato a Cava de’ Tirreni: Dialogo cinema e letteratura (Pensa Multimedia, 2023). Dialogo cinema e letteratura è un botta e risposta tra gli autori, sotto forma di epistole, in cui chi scrive ferma pensieri e riflessioni, utilizzando come spunto la narrazione letteraria e cinematografica. «Ci vuole una grande umanità per alimentare un dialogo con le persone e nelle situazioni in cui la voce si è spenta o può manifestarsi soltanto come un grido», esordisce Riccardo sin dalle prime pagine. «La legge della parola,» risponde Nina qualche pagina dopo, «[…] quando si pone al servizio della vita pulsante, eterogenea, generativa, quando frantuma l’armatura di chi per difendersi vorrebbe sentirsi autosufficiente, apre al mistero della relazione e permette a linguaggi diversi di incontrarsi in forme sempre nuove».
In Fondazione Sinapsi il lavoro sociale che svolgiamo è particolare assai, perché il nostro modello di intervento prevede proprio questo dialogare tra linguaggi diversi. La presa in carico dei piccoli utenti avviene infatti grazie alla competenza di diverse figure professionali, che parlano linguaggi diversi, in dialogo tra loro per un obiettivo comune. Il processo dialogico non sempre è lineare e spesso bisogna effettuare degli aggiustamenti, per un unico semplice grande motivo: il lavoro sociale segue il percorso della vita e questo è un continuo divenire. Ecco dunque che il dialogo non è un mero processo di scambio di informazioni ma diventa indispensabile per la costruzione della relazione. La verità è che «…comunque ci si sforzi, non si può non comunicare. Ogni azione, l’attività o l’inattività, le parole o il silenzio hanno tutti valore di messaggio: influenzano gli altri e gli altri non possono non rispondere a queste comunicazioni e in tal modo comunicano anche loro». Il dialogo è di per sé un’azione corporea: partecipiamo al dialogo con tutte le nostre azioni e con il nostro corpo, non solo parlando. E il corpo ci appartiene dalla nascita alla morte, quindi la realtà è formata, oltre che dalle sue rappresentazioni, anche dalla nostra partecipazione a essa come persone reali. Non sono solo parole: dialogare diventa un’azione che ha forza concreta ed effetti reali nella vita delle persone, spesso generando cambiamenti.
PER APPROFONDIRE
Riccardo Mazzeo, Nina Saarineen: Dialogo cinema e letteratura — Pensa Multimedia — 2023
Paul Watzlawick, Janet Helmick Beavin, Don D. Jackson: Pragmatica della comunicazione umana — Astrolabio — 1971
QUESTO ARTICOLO È STATO PUBBLICATO SU ORIONE N. 34, “DIALOGHI”, NELLA SEZIONE EDITORIALE — MAGGIO-AGOSTO 2025
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